Sintomi fisici, mentali e comportamentali dello stress

di Chiara Svegliado

Per non cadere nella trappola dello stress, è importante osservare e comprendere i segnali di allarme che il corpo e la mente inviano. Questi sintomi di stress possono consistere in reazioni fisiche, mentali ed emozionali e in reazioni comportamentali. Riconoscere il modo in cui si manifesta la tensione permette di scegliere il sistema migliore per combatterla.

SINTOMI FISICI DELLO STRESS

• Frequente stanchezza generale
• Colite
• Sindrome di irritazione del colon
• Ulcere allo stomaco
• Ipertensione
• Battito cardiaco irregolare (aritmia)
• Asma o respirazione irregolare
• Sindrome di Mèniere (un disordine caratterizzato da capogiri ricorrenti)
• Emicrania, cefalea
• Dolori muscolari
• Malfunzionamento della tiroide
• Frequente bisogno di urinare
• Cambio della voce (in genere voce acuta)
• Abbassamento delle difese immunitarie (facilità ad avere malattie)
• Diabete
• Dolore alla schiena
• Irrequietezza e movimenti nervosi
• Tic (viso, occhi, bocca)
• Bocca secca
• Tremito
• Sudorazione eccessiva
• Dolore e sensazione di vuoto allo stomaco
• Cattiva digestione
• Nausea
• Problemi del sonno
• Problemi sessuali

C’è qualche modo per misurare effettivamente lo stress?

Ad esempio, misurando la pressione del sangue e la frequenza cardiaca, controllando i movimenti oculari, registrando le onde celebrali e l’attività elettrica dei muscoli, e combinando questi risultati con la combinazione dei test psicologici, si può valutare il livello di stress a cui è sottoposta una persona.

Attraverso il cervello, lo stress ha una grande influenza sul funzionamento del sistema nervoso autonomo, del sistema endocrino e del sistema immunitario. Per esempio, quando uno stato di stress contraddistinto da ansietà o sofferenza persiste a lungo, vengono prodotte grandi quantità di ormoni surrenali corticali (ormoni steroidi secreti dalla corticale del surrene).

Allo stesso tempo, diminuiscono i granulociti di tipo T-killer e si ha una depressione del sistema immunitario. Poiché le cellule T-killer combattono il cancro, lo stress crea una condizione in cui si è più vulnerabili a questa malattia.

Altre malattie sono di natura psicosomatica: una manifestazione sul corpo di sofferenze, ansia, emozioni negative. Un esempio sono alcuni tipi di dermatiti come la psoriasi o come l’iperidrosi (aumento eccessivo della sudorazione del palmo della mano).

SINTOMI MENTALI ED EMOZIONALI DELLO STRESS

Corpo e mente sono inestricabilmente legati.

Questo implica che i sintomi fisici dello stress influenzano l’efficienza mentale e l’equilibrio emozionale. A seconda della gravità dello stress i sintomi mentali ed emozionali possono essere più o meno marcati.

Tra i sintomi mentali tipici ci sono: l’iperattività mentale, consistente nell’affollarsi di pensieri come se la mente non fosse capace di rallentare, la difficoltà di concentrazione, difficoltà ad assimilare nuove informazioni e mancanza di memoria, valutazione errata di persone e situazioni, incapacità o titubanza nel prendere decisioni.

L’effetto principale di una mente stressata consiste poi nella perdita di prospettiva: quando sono tese alcune persone si sentono continuamente sotto pressione anche se nessuno gli mette fretta, all’improvviso compiti che prima erano tranquillamente accettati diventano improvvisamente gravosi, si diventa disorganizzati e incapaci di stabilire delle priorità. Un sicuro sintomo di stress è quello di cominciare molti lavori senza portarne a termine nessuno. L’iperattività mentale è anche causa dei disturbi del sonno, intesi come difficoltà ad addormentarsi, o risvegli continui durante la notte e incubi.

I sintomi emozionali dello stress sono sempre le conseguenze di una mente iperattiva. I più comuni sono attacchi di panico, crisi di pianto, depressione, attacchi d’ansia, cambiamenti improvvisi di umore e aggressività, fobie, preoccupazione eccessiva, senso di abbandono, cinismo, sensi di colpa, chiusura in se stessi, perdita del senso dell’umorismo.

Spesso non si è consapevoli di questi sintomi dato che tendono a progredire in modo graduale. Abbiamo tutti una certa capacità di adattamento allo stress e di solito riusciamo a fronteggiarlo in modo adeguato. Tuttavia, impegnati nelle questioni di tutti i giorni, non ci rendiamo conto che magari siamo diventati soggetti a sbalzi di umore e siamo più irascibili. Queste tendenze emozionali crescono nel tempo e sempre senza rendercene conto vediamo mutare alcuni aspetti della nostra personalità.

L’evoluzione di questi cambiamenti emozionali dipende dalla tendenza generale di ognuno. Alcuni si demoralizzano, si sentono falliti e depressi e combattono contro il senso di inadeguatezza; altri diventano ansiosi, sviluppano fobie e tic e soffrono di incubi notturni. La sensazione di inadeguatezza e di fallimento porta ad una perdita di autostima e ad una conseguente chiusura nei confronti degli altri.

Trovando difficile esprimere ad altri gli effetti che provoca in loro lo stress, hanno reazioni aggressive e crisi di pianto. Tutto questo crea un circolo vizioso, la paura di non essere amati e compresi si traduce in realtà a causa del pessimo comportamento.

SINTOMI COMPORTAMENTALI DELLO STRESS

Tuttavia, la reazione allo stress, è diversa per ogni individuo. I fattori individuali come la personalità, il comportamento, lo stile di vita, i valori e il sostegno da parte degli amici e della famiglia, hanno un peso rilevante nel modo in cui lo stress influenza una persona.

Quali sono le persone più colpite dallo stress?

Si ritiene che le persone che mostrano un certo insieme di tratti caratteriali siano particolarmente sensibili allo stress. Queste persone tendono ad essere serie, responsabili, coscienziose, inflessibili, perfezioniste, non hanno svaghi, sono preoccupate del modo in cui gli altri le considerano e hanno difficoltà ad esprimere opinioni e sentimenti.
Le persone invece che hanno un atteggiamento positivo superano lo stress più facilmente.

In genere si può dire che comportamenti e reazioni sono governati da tre fattori: personalità, esperienze passate, circostanze attuali.

Dalla personalità dipende la tendenza a determinati tipi di comportamento: chi ad esempio ha una personalità tendenzialmente introversa, probabilmente reagisce allo stress chiudendosi in se stesso piuttosto che lasciandosi andare ad urla e a crisi di pianto, cosa che invece fa tendenzialmente una personalità più estroversa. Una personalità tranquilla ha una capacità di resistenza allo stress sicuramente più elevata rispetto ad una personalità più ansiosa, soggetta a stressarsi più facilmente e per fatti di minore importanza.

La reazione comportamentale allo stress dipende anche dalle esperienze passate, in particolare quelle legate all’infanzia e all’adolescenza aiutano a creare convinzioni e atteggiamenti oltre alle speranze per il futuro: chi ad esempio è cresciuto in un ambiente amorevole e collaborativo, dove in caso di difficoltà riceveva affetto e sostegno, si è abituato ad affrontare le situazioni difficili senza farsi prendere dal panico, cosa che continuerà a fare anche nella vita adulta, rispetto a chi invece veniva colpevolizzato, criticato o coperto di vergogna ogni volta che commetteva un errore o si trovava in una situazione di difficoltà.

Il terzo elemento che influenza le reazioni comportamentali allo stress è l’ambiente attuale e le circostanze. Chi ha la fortuna di vivere in un ambiente tranquillo, ricevendo il sostegno di familiari e amici sicuramente riuscirà a gestire lo stress in modo più ottimale rispetto a chi, viceversa, vive in un ambiente rumoroso e pieno di tensioni, sia esso l’ambiente di casa o di lavoro. Lo stress è solo in parte la risultanza di una situazione in sé; è anche provocato dal nostro atteggiamento verso quella situazione. Questo spiega perché persone diverse reagiscono in modo diverso. Guardatevi attorno quando siete su un treno per pendolari bloccato tra due stazioni: alcuni sono semplicemente annoiati, altri seccati, altri ancora ansiosi.

Abbiamo un modo del tutto unico e personale di percepire cambiamenti e fattori stressogeni. A seconda dell’ambiente in cui siamo cresciuti, dell’educazione ricevuta e delle circostanze attuali possiamo scoprirci in grado di gestire lo stress meglio di un vicino o di un collega di lavoro. Alcuni di noi sono dotati di maggior capacità di recupero, che permettono di rimanere calmi più a lungo degli altri quando la situazione si fa difficile.

Oltre a capacità di recupero e adattabilità ai cambiamenti, portiamo in noi anche particolari predisposizioni innate. Chiunque abbia dei figli o sia vicino a una famiglia con bambini piccoli può confermare quanto siano diversi l’uno dall’altro fin dai primi giorni di vita. Un neonato è tranquillo e dorme tutta la notte mentre l’altro è agitato e dorme poco. Un bambino gioca felice anche da solo, mentre per fare felice l’altro bisogna intrattenerlo continuamente. Queste predisposizioni naturali sommate al modo in cui i genitori crescono i figli daranno come risultato diverse tipologie di persone, alcune delle quali particolarmente vulnerabili allo stress.

Parecchie reazioni comportamentali allo stress sono in realtà frutto di abitudini preesistenti portate all’eccesso: chi ad esempio ha la tendenza a mangiare eccessivamente, a mangiarsi le unghie o a preoccuparsi, è probabile che nei momenti di tensione si trovi a svuotare il frigorifero, a ridurre le proprie unghie a metà della lunghezza normale e a sviluppare pensieri ossessivi e abitudini compulsive, come ad esempio controllare più volte il gas prima di uscire di casa, lavarsi le mani dopo che si è toccato qualcosa, o controllare troppe volte che qualcosa sia perfettamente in ordine. Gli ex fumatori o gli ex bevitori possono facilmente ricadere nella vecchia abitudine quando lo stress supera un certo livello, anche se non fumavano o non bevevano da molto tempo.

Tra i sintomi comportamentali dello stress: aumento del bere, aumento del fumo, mangiare troppo, mangiare troppo poco, trascurare il proprio aspetto, guidare in modo aggressivo, isolarsi dagli altri, iniziare molte cose senza concluderne alcuna, mangiarsi le unghie, stuzzicarsi la pelle, tirarsi i capelli, avere pensieri ossessivi o comportamenti compulsivi (controllare e ricontrollare serrature, luci, rubinetti..).