Fobie

di Chiara Svegliado

 

Una fobia (termine che deriva dal greco e significa panico) è una paura eccessiva, senza fondamento reale, incontrollabile, causata da un particolare oggetto, attività o situazione. Le fobie assorbono completamente la vita del soggetto, diventano allora un’ossessione, che a volte impedisce qualsiasi normale attività.

Una fobia è caratterizzata da diversi fattori che la differenziano dalle paure cosiddette ordinarie:

1. Il senso di paura persiste per un lungo periodo.

2. La paura è irrazionale e, anche se te ne rendi conto a livello conscio, questa consapevolezza non ti aiuta a superare la paura

3. Tendi ad evitare l’oggetto, l’attività o la situazione che è causa della fobia.

4. La tua routine quotidiana è influenzata, disturbata o interrotta dalla fobia.

5. Soffri di un forte stato di panico e ansia quando sei di fronte all’oggetto, l’attività o la situazione che è causa della fobia.

 

 Gli psicologi suddividono le fobie in tre categorie generiche:

1. Fobie specifiche.

2. Fobie sociali.

3. Agorafobia.

 

 Una fobia specifica, come suggerisce il nome, è una fobia nei confronti di un qualcosa di specifico come determinati animali o fenomeni naturali, ad esempio i tuoni. Inoltre, una fobia specifica può svilupparsi anche nei confronti di una particolare situazione, come ad esempio l’altitudine, che rende incapaci anche solo di salire su una scala a pioli. La paura, nelle fobie specifiche, è quella di venire ucciso o leso dal contatto con l’oggetto che è causa della fobia.

 Con fobie sociali vengono indicate tutte quelle paure causate da un forte senso d’imbarazzo che la presenza di altre persone può provocare in un individuo. A causa di questa fobia, le persone che ne soffrono spesso non riescono ad usare i bagni pubblici, a sedersi ad un ristorante o al bar, luoghi questi dove sono presenti altre persone.

 La terza categoria, l’agorafobia (dal termine greco Agorà–piazza), è caratterizzata dall’incontrollabile paura di uscire di casa, paura di rimanere da soli (spesso in casa) e dalla paura di dover viaggiare per lunghe distanze, dovendo quindi allontanarsi da casa. La persona che soffre d’agorafobia ha paura di essere colta all’improvviso da un attacco di panico e di non avere nessuno nelle vicinanze che possa soccorrerla. Un attacco di panico è una reazione psico-fisica molto intensa, al limite della sopportazione, che include tremore, palpitazioni, la sensazione di sentirsi come paralizzati, congelati, bloccati sul posto e quindi incapaci di muoversi, sul punto di svenire o di morire. Coloro che soffrono d’attacchi di panico tendono ad evitare i mezzi di trasporto pubblici, i luoghi affollati, i teatri e i cinema, così come il traffico in città o in autostrada. Alcuni provano un’ansia così intensa nei confronti del proprio ambiente che non escono mai di casa. 

 

ALCUNI TIPI DI FOBIE

Fra le più celebri citiamo:

- l’agorafobia e la paura delle sincopi.

- La claustrofobia

- La ereutofobia (o eritrofobia)

- La nosofobia e l’ipocondria.

 

La paura di avere una sincope

E’ molto spesso legata all’agorafobia. L’emotività dovuta all’agorafobia provoca disturbi visivi e sensazioni di stordimento. Sono queste le alterazioni sulle quali il soggetto fissa la sua attenzione e cerca di interpretare: egli crede allora che siano i sintomi di una sincope imminente. Bisogna subito chiarire questo: la sincope temuta non si verifica mai, qualunque sia l’entità della paura. Il timore della sincope sparisce, qualche volta (ma non sempre), se la persona è accompagnata. L’agorafobia (come suoi fenomeni secondari) è un sintomo non molto grave; spesso provocato dall’esaurimento nervoso. Dovranno dunque essere ricercati e curati i motivi di questo esaurimento. Il cattivo funzionamento dell’apparato digerente o del fegato è una seconda frequente causa. Oltre a queste, vi possono essere naturalmente altre cause possibili. Più in profondità, l’agorafobia può essere il sintomo di un conflitto interiore, (conflitti familiari, religiosi, sessuali) che è necessario far emergere.

 

La claustrofobia

E’ la paura di un luogo chiuso: cinema, teatro, macchine chiuse, treni. Al cinema, o in una stanza qualsiasi, il soggetto si sistemerà nelle immediate vicinanze dell’uscita, per poter scappare immediatamente appena è preso dal panico. Esempio: X, che soffre di claustrofobia, ha terrore dell’ascensore. Più precisamente: terrore di rimanere rinchiusa in un ascensore. Suo figlio ed i suoi nipoti abitano all’ottavo piano di un palazzo. X prendeva quindi le scale e saliva faticosamente questi otto piani. Non prima però (e questo ogni volta) di avere chiamato l’ascensore e di avere lottato davanti alla cabina aperta per cercare di controllare il suo panico. Oltre all’angoscia penosa ed alla rabbia contro se stessa, si aggiunga anche lo stupore degli inquilini che si accorgevano della stranezza del suo comportamento. Dopo qualche tempo, X si ammalò di cuore ed i medici le proibirono formalmente di salire le scale. X adorava figli e nipotini, ma la fobia fu più forte e mai X adorava figlio e nipotini, ma la fobia fu più forte e mai X osò prendere l’ascensore che l’avrebbe condotta da suo figlio. Questo esempio mostra la forza di una fobia. Niente può arrestarla. Tentare di sormontarla, di vincerla, è spesso una difficoltà inaudita. Anche in questo caso il soggetto riconosce il carattere “assurdo” del sintomo. Egli tenta spesso di spiegarlo col ricordo di un incidente, di un malessere. La claustrofobia è frequentemente connessa con un senso di colpa o di inferiorità.

L’eritrofobia

E’ la paura di arrossire. Soggetti a questa fobia sono i timidi e gli iperemotivi, ai quali un’emozione provoca questo fenomeno. L’eritrofobia è a volte in rapporto con sentimenti inconsci di colpa.

La nosofobia

E’ una ossessione centrata sulla paura della malattia. Le più frequenti sono: fobia della tubercolosi, del cancro, della sifilide, di malattie contagiose.La nosofobia si allaccia a:

l’ipocondria:

..che è la preoccupazione esagerata di essere ammalati. Tutta l’attenzione del malato si concentra sul funzionamento dei propri organi, o di un organo in particolare. L’ipocondria può diventare una vera ossessione che condizione tutta la vita del malato. In molti casi, si osservano disturbi importanti quali: stitichezza, disfunzioni epatiche, genitali ed endocrine. E’ ben noto l’umore mutevole, egoista e cupo dell’ipocondriaco. In certi casi, l’ipocondria giunge fino alla psicosi. Allora è accompagnata da allucinazioni o da una certezza assoluta di lesioni immaginarie.

La timidezza estrema o fobia sociale

Una particolare forma di fobia è la fobia sociale, una forma di estrema timidezza. Si parla di fobie sociali quando una persona ha paura di affrontare lo sguardo altrui, è colta dall’ansia prima di qualsiasi contatto con estranei, durante l’incontro si angoscia fino ad arrivare anche al panico estremo e si sente piena di vergogna e umiliata al termine del confronto. I sociofobi temono qualsiasi incontro, con un vicino, un negoziante, un collega. Prendere la parola in una riunione o di fronte a un pubblico è la situazione più temuta, ma alcune persone percepiscono quasi allo stesso modo anche la discussione con un solo interlocutore e hanno paura di essere osservate mentre scrivono, mangiano, camminano per strada. Hanno l’impressione di essere sempre al centro dell’attenzione (anche se razionalmente riconoscono che non è così), si sentono giudicati negativamente dagli altri in qualsiasi situazione e questi presunti giudizi negativi riflettono la visione che hanno di se stessi.