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Cosa significa result oriented counselling?
Result oriented significa letteralmente orientato verso il risultato: questo significa che questa disciplina mira ad un miglioramento effettivo della qualità della vita, misurabile in risultati tangibili e duraturi: miglioramento dell’umore, del modo di reagire e di comportarsi di fronte ai cambiamenti, del livello di fiducia nella propria capacità sia di riuscire a risolvere i problemi, sia di conseguire i propri obiettivi, del livello delle proprie prestazioni professionali.
Si tratta di una disciplina scientificamente fondata, la cui validità è suffragata da centinaia di studi che hanno dimostrato che i metodi cognitivo – comportamentali, insieme ai metodi che lavorano sulla parte reattiva ed emotiva della mente, l’inconscio, sono molto efficaci e spesso in tempi brevi, rispetto alla psicanalisi classica e alla psicoterapia orientata analiticamente.
Quali sono le origini del Result Oriented Counselling?
Questa disciplina professionale, la cui paternità è attribuita a Carl Rogers (1902-1987), psicologo umanista promotore dell’orientamento noto come “approccio centrato sulla personaâ€, si fonda sul principio che ogni persona ha delle capacità intrinseche e possiede tutte le risorse necessarie per cambiare.
Il termine Inglese counselling si riconduce al verbo latino consulo col significato di “avere cura diâ€, “venire in aiutoâ€. I metodi utilizzati all’interno di un intervento di result oriented counselling sono di matrice anglosassone e in parte sono il frutto delle riconosciute ricerche e dell’esperienza pluriennale nell’ambito della psicoterapia e dell’ipnoanalisi di Vera Peiffer.
Chi è Vera Peiffer?
Vera Peiffer vive e lavora a Londra come counsellor ad orientamento ipnoanalitico dal 1986. Fondatrice e Direttrice dell’International Academy of Result Oriented Counselling di Londra e membro del National Council of Psychotherapists (Consiglio Nazionale degli Psicoterapeuti-Regno Unito), è autrice del noto best-seller Il Potere del Pensiero Positivo; Vera Peiffer è inoltre un’autrice prolifica, rinomata a livello internazionale.
Tra i suoi saggi tradotti in lingua italiana ricordiamo: Il Potere del Pensiero Positivo (Armenia), Il Potere dell’Ottimismo (Armenia), Nuovi Orizzonti del Pensiero Positivo (Eco), Le Trappole del Dovere (Armenia), Single è Positivo! (Eco), Programma Antistress (Eco), Energia Vitale (Tea), Sapersi Lasciare (Editori Riuniti) , Vivere in Positivo (Armenia), La Tua Vita nelle Tue Mani (Armenia).
Saggi in lingua inglese attualmente non tradotti in Italiano: Principles of Hypnotherapy, Thornsons, Total Stress Relief, Piatkus, Regrowing Hair Naturally, Peiffer Press.
Come si può definire la figura professionale del Counsellor?
Il Result Oriented Counsellor è un professionista che si è formato all’International Academy Counselling di Londra, fondata da Vera Peiffer, e che nel suo lavoro utilizza i metodi appresi in questa scuola e da Vera Peiffer che ne ha curato personalmente la formazione personale e professionale.
Tale figura professionale è infatti accreditata nel Regno Unito dal Consiglio Nazionale degli Psicoterapeuti e in Italia è inscritta al CNCP, Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti.
Il Result Oriented Counsellor è uno specialista che utilizza nei suoi interventi competenze psicologiche, antropologiche, linguistiche ed espressive. I suoi obiettivi sono infatti:
capire e farsi capire
identificare i problemi, vedere ciò che il cliente non riesce a vedere
facilitare un clima di fiducia e di cooperazione per la ricerca delle soluzioni
aiutare il cliente a “camminare da solo†: questo significa aiutarlo ad acquistare una maggior fiducia in se stesso e una maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità , in modo tale da liberarlo dal rischio di un rapporto di dipendenza con il counsellor, una volta che si sia concluso il ciclo di sessioni.
Il counsellor utilizza dunque anche le sue competenze comunicative e relazionali per incoraggiare il cliente a parlare liberamente, ad esprimere le emozioni forti, anche quelle considerate negative se lo desidera, e attraverso questi processi, a raggiungere una comprensione più profonda dei problemi che sta vivendo.
Inoltre il Result Oriented Counsellor utilizza anche metodi ad orientamento ipno-analitico che vengono insegnati nell’Accademia Londinese.
In che cosa si differenzia il Result Oriented Counselling dalla psicoterapia orientata analiticamente?
Nel Result Oriented Counselling, come in altre terapie cognitivo – comportamentali, il counsellor cerca di coinvolgere il cliente in una conversazione terapeutica centrata sull’esperienza di cambiamento del cliente, in relazione al suo problema. Questa fase è diversa da quella esplorativa tipica di altre terapie, il cui scopo è principalmente quello di raccogliere informazioni per comprendere meglio il problema del cliente.
Nell’approccio di questa disciplina il counsellor presta particolare attenzione alle capacità , alle possibilità e alle strategie per affrontare il problema che il cliente già sta utilizzando. Questo perché i clienti tendono spesso a focalizzare la propria attenzione sui problemi, ma posseggono un limitatissimo repertorio delle possibili soluzioni. Se vengono incoraggiati oltremisura a sviluppare la narrazione centrata sul problema, diventano sempre meno capaci di cambiare da soli la propria “identità problematica†e diventano sempre più dipendenti dal terapeuta che lo fa per loro.
Di conseguenza, per evitare che questo si verifichi, il percorso di counselling è un intervento breve, circoscritto nel tempo, in cui Counsellor e cliente si assumono, entrambi, la responsabilità congiunta di ottenere risultati tangibili e concreti, ponendosi come obiettivo la ricerca della soluzione. Rispetto ad altre terapie, l’intervento di counselling prevede che ogni problema venga indagato e risolto individualmente e separatamente dagli altri e, una volta trovata la soluzione, si può decidere se far terminare il percorso o se iniziare a lavorare su un altro problema. Il tutto parte dalla definizione con il cliente degli obiettivi che intende raggiungere.
Quali sono le applicazioni del counselling?
Gli ambiti di intervento del counselling sono moltissimi. Oltre a quello individuale, in cui si affrontano problemi di tipo personale, ci sono applicazioni specifiche in ambito comunitario, lavorativo e socio-sanitario, in cui la qualità della comunicazione interpersonale risulta fondamentale.
Anzi, è indispensabile fornire a chi opera in questi campi una formazione che porti a sviluppare capacità di ascolto, attenzione ed empatia e che dia la possibilità , a quest’ultimi, di ricevere un sostegno per affrontare le tensioni connesse alla professione.
Le competenze di counselling sono particolarmente rivolte a chiunque desideri approfondire la propria capacità di comunicazione e di relazione. Fra gli altri, richieste in tal senso provengono da avvocati, consulenti, addetti alle pubbliche relazioni, negozianti, medici.
Riassumiamo in breve le principali applicazioni del counselling:
Ambito privato: un aiuto per affrontare un gran numero di disagi esistenziali e di natura psico-somatica. Il counsellor segue clienti individuali ma anche gruppi. Nel caso di necessità specifiche è anche in grado di indirizzare il cliente verso figure professionali adeguate alla situazione (ad esempio medici per il supporto farmacologico e avvocati).
Ambito comunitario: in ogni contesto sociale sarebbe importante la presenza di facilitatori della comunicazione. Ad esempio:
a scuola, dove occorre gestire dinamiche di gruppo e rapporti interpersonali, spesso conflittuali, con allievi, genitori, colleghi e superiori.
in comunità più in contatto con situazioni di difficoltà , come quelle carcerarie, per tossicodipendenti, per giovani con problemi famigliari, per gli anziani.
Ambito aziendale: molti problemi in azienda vanno considerati non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello umano, determinante ma spesso ignorato. Esistono diversi filoni d’azione: gestione del rapporto tra dipendenti e fra direzione e dipendenti, selezione e gestione del personale, gestione dello stress, problemi personali, molestie.
Ambito socio-sanitario: riportiamo solo alcune delle numerosissime applicazioni:
Counselling medico: medici e personale paramedico hanno il compito di curare la gente nel senso più pieno del termine: “prendersi cura di†. Ad esempio, non è sempre possibile, ma ogni visita del dottore dovrebbe essere una relazione improntata ai veri “valori umaniâ€, in cui oltre a prendere in esame i problemi fisici, un paziente possa sentirsi considerato e ascoltato come persona. Infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce come parti integranti della salute: affetti, soddisfazione nel lavoro, qualità delle relazioni interpersonali, valori, capacità di adattamento e senso dell’umorismo.
Counselling telefonico: Telefono amico, Telefono azzurro, Telefono rosa, sono realtà sempre più diffuse che offrono la possibilità di chiedere aiuto in maniera anonima a chi non ha la possibilità di farlo apertamente. Ha il compito di sostenere il disagio della persona.
Counselling nella relazione di coppia: può aiutare ad affrontare, comprendere e risolvere problemi di relazione, anche nel caso di alcune difficoltà nella sfera intima e nella vita sessuale.
Per quali disagi è indicato un intervento di result oriented counselling?
Il result oriented counselling è impiegato per il trattamento di disagi causati da stress psico-fisico, tra i quali:
* stati ansiosi;
* tensione;
* stati depressivi/sbalzi di umore;
* nervosismo prima di un esame;
* difficoltà a ricordare;
* mancanza di concentrazione;
* paure e fobie;
* sensi di colpa;
* difficoltà respiratorie;
* mancanza di fiducia in se stessi;
* mancanza di motivazione;
* dipendenze (da: fumo, cibo, alcool..);
* pensieri ossessivi;
* fame nervosa;
* difficoltà a dimagrire;
* traumi post-incidente;
* difficoltà a pianificare i propri obiettivi;
* incubi e disagi del ritmo sonno-veglia;
* blocchi creativi;
* ansie da prestazioni professionali, scolastiche, artistiche, sportive, sessuali.
Per chi è adatto l’intervento di result oriented counselling?
Il result oriented counselling è adatto a chiunque, età e sesso non sono assolutamente elementi discriminanti, tuttavia sono esclusi i bambini troppo piccoli. Infatti, è indispensabile che il cliente sia fortemente motivato a cooperare con il counsellor, poichè il suo impegno attivo e costante avrà un ruolo determinante nella riuscita del percorso di crescita e di miglioramento che, come già accennato, mira ad un cambiamento graduale ma tangibile e duraturo.
Quanto dura l’intervento di counselling?
La durata del ciclo di sessioni dipende da diversi fattori (la gravità del problema, la motivazione del cliente, la relazione di fiducia che si è instaurata tra counsellor e cliente), ma generalmente l’intero ciclo comprende un minimo di 6 fino a un massimo di 30 sessioni. Solitamente ogni sessione si svolge a cadenza settimanale; in alcuni casi, tuttavia, se il cliente ad esempio attraversa un periodo di forte crisi, è possibile iniziare con due o più sessioni settimanali per poi ridurle ad una sessione a settimana, una volta che il cliente ha raggiunto i primi risultati positivi.
Come sono strutturate le sessioni?
Le sessioni individuali di result oriented counselling durano generalmente 50/60 minuti. Le prime sessioni sono solitamente dedicate all’analisi della gamma dei possibili sintomi che il cliente accusa e dei diversi problemi che intende risolvere, insieme alla definizione degli obiettivi che intende raggiungere.
L’intervento di counselling è un processo strutturato che si svolge entro confini ben definiti. Generalmente è articolato in tre fasi che si suddividono in stadi ulteriori. Queste tre fasi derivano da un approccio di Problem Solving ai problemi dei cliente:
1. Esplorazione e chiarificazione dei problemi presenti. Analisi dello stato del problema.
2. Sviluppo di una nuova comprensione (insight). Considerazione degli scopi e degli obiettivi.
3. Scelta, pianificazione e attuazione dei piani d’azione, muovendosi verso le finalità desiderate. Verifica operativa.
Il ritmo e la durata delle sedute viene stabilito insieme al cliente. Ciascuna di esse può svolgersi a sua volta in tre tempi:
1. Il cliente parla delle sue emozioni, delle sensazioni e dei conflitti interiori. Attraverso la parola il counsellor entra in contatto con la storia del cliente.
2. Il counsellor inizia a decifrare il conflitto all’origine del malessere.
3. Cliente e counsellor procedono all’esplorazione della tensione accumulata e alla sua liberazione.
E’ previsto del lavoro da fare a casa fra le sessioni?
I metodi che il counsellor insegna al cliente durante le sessioni individuali devono poi essere appresi e messi in pratica al di fuori di questo contesto di collaborazione. Da numerosi studi è emerso infatti che i clienti che si esercitano a casa migliorano prima e in modo duraturo.
“I compiti assegnati†possono includere l’applicazione di alcuni metodi pratici appresi durante le sessioni: ad esempio, il counsellor insegna al cliente come accedere alla parte emotiva, reattiva, della sua mente (l’inconscio) attraverso semplici metodi di rilassamento psico-fisico. In questo modo, è possibile facilmente entrare in contatto con quelle reazioni emotive automatiche che ci mettono a disagio, per risolverle.
Dopodiché, il counsellor aiuta il cliente a modificare positivamente convinzioni, atteggiamenti e abitudini che sono l’effetto di esperienze passate negative, ma che producono ancora oggi risultati controproducenti o dannosi, sia per sè che per gli altri.
Un altro “compito a casa†può consistere nell’annotazione dei propri stati d’animo, dei pensieri e dei comportamenti, la pianificazione di attività e, soprattutto, l’annotazione dei progressi riscontrati nella modifica dei propri schemi di comportamento tra una sessione e l’altra.
Cosa sono i metodi ad orientamento ipno-analitico?
Tali metodi derivano dall’ipnosi e lavorano sulla parte reattiva della mente, l’inconscio; hanno la funzione di andare oltre il sintomo, per ricercare e debellare le cause originarie del conflitto interiore.
Cos’è l’ipnosi?
Hai mai provato ad auto-ipnotizzarti? Probabilmente credi di no, ma ti assicuro che ci auto-ipnotizziamo tutti i giorni. La trance, infatti, è uno stato psicofisico naturale al quale accediamo spontaneamente, spesso più volte nell’arco di una giornata.
Ti ricordi l’ultima volta che hai sognato ad occhi aperti, magari fissando un qualcosa fuori dalla finestra, con lo sguardo perso nel vuoto? Eri così assorto nei tuoi pensieri che, in quel momento, avevi la sensazione di essere da un’altra parte; eri completamente assente (soprapensiero).
Al tempo stesso, una parte di te rimaneva comunque cosciente di dove eri e non appena qualcosa ha richiamato la tua attenzione sei “tornato in teâ€, come se ti fossi “risvegliatoâ€, riprendendo poi ad occuparti delle tue faccende quotidiane in maniera logica e razionale. L’ipnosi è uno strumento che induce lo stato di trance sopra descritto, uno stato caratterizzato da rilassamento fisico e concentrazione mentale in cui la mente può essere rieducata a pensare in maniera più positiva (suggestionata con pensieri positivi).
Chiunque può imparare l’arte dell’auto-ipnosi. E’ facile e piacevolmente rilassante. Praticandola costantemente, una volta appreso il metodo, potrai impiegarla quando vorrai, usandola per rilassarti nei momenti di stress, o per aiutarti a coltivare un atteggiamento più positivo.
Cosa significa strategie cognitivo – comportamentali?
Metodi cognitivi: tali metodi lavorano sui pensieri, sulle convinzioni e aiutano ad individuare i pensieri ricorrenti, gli schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà , le convinzioni limitanti che non permettendo di attingere al proprio potenziale personale, sono invece causa di intense e continue emozioni negative; una volta dunque che sono stati individuati gli schemi mentali fonte di sofferenza emotiva, tali metodi hanno la funzione di correggerli, di trasformarli o integrarli con altri pensieri più oggettivi o comunque più funzionali al benessere della persona. Imparando a pensare in maniera positiva, soprattutto nei momenti difficili, é possibile esercitare un’influenza altrettanto positiva sui propri stati d’animo e comportamenti, e di conseguenza anche sulla qualità delle proprie prestazioni. È possibile porre fine alla tirannia di quei pensieri negativi, che la mente genera automaticamente di fronte alle difficoltà .
metodi che lavorano sulle emozioni: tali metodi di matrice anglosassone derivano dall’ipnosi, utilizzata come mezzo per facilitare il processo di rilassamento psico-fisico e l’accesso alla parte emotiva e reattiva della mente, naturalmente suggestionabile, chiamata anche inconscio. Questi metodi aiutano a liberarsi da tensioni inutili, a ridurre i livelli di stress e a superare il cattivo umore. Come risultato, aumenta la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità : in altre parole, ci si sente in grado di fare quello che prima si credeva di non riuscire a fare.
Aiutare mente e corpo a rilassarsi aiuta, nello stesso tempo, ad attingere alle proprie riserve di coraggio ed entusiasmo, che portano ad agire con maggiore convinzione. Quando ritorna il buon umore ci si sente più sollevati, con più “voglia di fareâ€, più motivati a trovare nuove soluzioni a vecchi problemi, e a “lavorare†per la propria crescita personale e professionale.
metodi comportamentali: tali metodi aiutano a modificare la relazione tra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione. In altre parole, le nostre reazioni emotive, spesso, esulano dalla nostra volontà conscia (a molti di noi probabilmente è qualche volta capitato di pensare: “È più forte di meâ€!). Spesso reagiamo automaticamente a persone e situazioni, a prescindere da come vorremmo reagire. Fin qui tutto bene, se tali reazioni automatiche fossero tutte positive. Tuttavia, piacerebbe a tutti assumere il controllo del nostro comportamento, piuttosto che essere sopraffatti costantemente dalle nostre emozioni e perdere d’incisività . Vengono dunque utilizzati metodi pratici che aiutano a porre fine a questo conflitto interiore, ma anche ad usare la propria mente in maniera più costruttiva, infondendo l’entusiasmo e la motivazione necessarie per lavorare attivamente al miglioramento della qualità della vita di tutti i giorni.
Su quali principi si fonda il Result Oriented Counselling?
Uno dei principi fondamentali su cui si basa questa disciplina è il seguente: la nostra sofferenza emotiva molto spesso non è dovuta ad un’azione diretta della realtà su di noi, ma a una sua interpretazione distorta, da cui nascono le convinzioni sbagliate che erroneamente la nostra mente genera.
Quando prestiamo ascolto ai nostri pensieri, piuttosto che a ciò che è oggettivamente vero, siamo vittime dello squilibrio emozionale che chiamiamo dolore e quello che è peggio, è che finiamo per accettarlo come parte inevitabile della nostra vita. E’ possibile quindi ridurre la propria sofferenza emotiva, imparando a modificare quei pensieri, quelle emozioni e quei comportamenti che hanno creato quei disturbi.
Un altro principio su cui si fonda il result oriented counselling fa riferimento a un famoso detto cinese: “se vuoi davvero aiutare chi ha fame, non dargli del pesce, ma insegnagli a pescareâ€. Ciò significa che tale disciplina si fonda sul come scoprire e utilizzare le risorse del cliente, aiutandolo ad assumerne consapevolezza. Inoltre, la straordinaria efficacia dei suoi metodi dipende da questi principi:
il cambiamento non dipende dalla lunghezza della terapia, ma dalla capacità della coppia counsellor – cliente di centrarne gli obiettivi;
il cambiamento non dipende dal superamento di ipotetici meccanismi di difesa, ma dell’effettivo arricchimento del repertorio cognitivo, emotivo e comportamentale del cliente;
il cambiamento non dipende da quanto sia estesa e profonda l’esplorazione del problema, ma da come ci si rappresenta il futuro senza problema.